http://www.politics.unina.it/index.php/rm/issue/feed Reti Medievali Rivista 2019-12-23T07:09:29+00:00 Enrico Artifoni, Roberto Delle Donne, Paola Guglielmotti, Gian Maria Varanini redazionerivista@retimedievali.it Open Journal Systems <p class="journalHp"><img class="copertina" style="float: left; margin-right: 20px;" src="/public/site/images/admin/copertina_RM_Rivista2.jpg" alt="RM_Cover" width="200">Reti Medievali Rivista è una iniziativa scientifica dedicata allo studio della civiltà medievale nelle sue diverse forme. È volta anche a sperimentare l'uso delle nuove tecnologie informatiche nelle pratiche di ricerca e di comunicazione del sapere.<br> Tutti i testi pubblicati in RM Rivista sono vagliati, secondo le modalità del "doppio cieco" (<em>double blind peer review</em>), da non meno di due lettori individuati in un'ampia cerchia internazionale di specialisti.&nbsp;I loro nomi&nbsp;sono pubblicati alla pagina, costantemente aggiornata:&nbsp;<a href="../rm/about/editorialTeam#item_5">Referees</a>;&nbsp;le loro valutazioni sono archiviate nell'area riservata.<br>L'<em>Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca</em> (ANVUR) ha collocato RM Rivista tra le riviste scientifiche di <a href="http://www.rm.unina.it/index.php?action=viewnews&amp;news=top_1541092321" target="_blank" rel="noopener">qualità più elevata (Fascia A)</a> per 4 settori concorsuali dell'Area "11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche" e 20 settori dell'Area "10 - Scienze dell'antichita', filologico-letterarie e storico-artistiche". <br>RM Rivista è presente nei <a href="http://www.rm.unina.it/index.php?mod=none_biblioteche">cataloghi di centinaia di biblioteche nel mondo e nelle principali banche dati di periodici</a>, tra cui <em>Arts and Humanities Citation Index®</em> e <em>Current Contents®/Arts &amp; Humanities</em> di <a href="http://thomsonreuters.com/" target="_blank" rel="noopener">Thomson Reuters (già ISI)</a> e <a href="http://www.scopus.com/" target="_blank" rel="noopener"><em>SCOPUS</em></a> di Elsevier; è stata inoltre inclusa nell'indice <a href="https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info.action?id=473820" target="_blank" rel="noopener"> <em>ERIH PLUS</em></a> di European Science Foundation e ha ottenuto lo <em><a href="https://doaj.org/toc/1593-2214" target="_blank" rel="noopener">Sparc Europe Seal</a></em>, la certificazione di conformità a standard di qualità elevata, rilasciata alle riviste scientifiche ad accesso aperto.<br> Reti Medievali è membro di COPE, il <a href="http://www.publicationethics.org/" target="_blank" rel="noopener"><em>Committee on Publication Ethics</em></a>.</p> <table width="320" align="center"> <tbody> <tr> <td align="center" width="100"><a title="ERIH PLUS" href="https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info.action?id=473820" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/2017-01-031.png" alt="logo ERIH PLUS" width="96" height="34"></a></td> <td align="center" width="36"><a href="http://www.anvur.org/" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/ANVUR.png" alt="logo ANVUR"></a></td> <td align="center" width="38"><a href="https://doaj.org/toc/1593-2214" target="_blank" rel="noopener"><img src="https://doaj.org/static/doaj/images/seal_short.png" alt="DOAJ Seal"></a></td> <td align="center" width="100"><a href="http://www.publicationethics.org/" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/cope.jpg" alt="COPE_logo" width="96" height="34"></a></td> </tr> </tbody> </table> http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6276 Chi ha sposato chi? Carlomanno e Gerberga, Carlo e Ildegarda e il presunto matrimonio con una principessa longobarda 2019-12-21T07:10:10+00:00 Marco Stoffella marco.stoffella@univr.it <p>Una serie di volumi recenti dedicati alle figure di Carlo Magno e di Desiderio offrono spunti interessanti per ripercorrere un argomento controverso e a lungo dibattuto dalla storiografia quale il supposto matrimonio tra Carlo e una delle figlie dell’ultimo re longobardo. Il presente contributo cerca di ribaltare le conclusioni pressoché unanimi alle quali è giunta la ricerca fino ad ora, sostenendo che a sposare la figlia di Desiderio non sia stato Carlo, ma il fratello Carlomanno. Dopo avere discusso la notizia contenuta nella <em>Vita Karoli</em>, la prima che attribuisca l’unione all’imperatore, l’articolo analizza criticamente la narrazione di Eginardo e vaglia tutte le fonti cronologicamente più prossime agli eventi e che fino ad oggi sono state poco valorizzate o mai esplorate. Emerge così un quadro estremamente contraddittorio. L’ipotesi di un matrimonio della principessa longobarda Gerberga con Carlomanno risulta suffragata da una serie di elementi che restituiscono una lettura meno lineare delle relazioni politiche tra il regno dei Franchi, il papato e il regno dei Longobardi nell’intervallo compreso tra il 768 e il 772 ca.</p> 2019-12-12T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6330 Giustizia e ordinamenti giudiziari nel ducato longobardo di Benevento 2019-12-21T07:14:41+00:00 Tommaso Indelli tommaso.indelli@gmail.com <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Nel secolo VIII, l’ordinamento giuridico del ducato longobardo di Benevento, per la risoluzione delle dispute legali, fece ricorso ad istituti giuridici diversi: il processo, la legge scritta, l’<em>aequitas</em>, la consuetudine, la transazione. La documentazione processuale superstite ha dimostrato che l’ordinamento longobardo lungi dall’essere “primitivo” o “rudimentale” fu molto complesso e presupponeva la coesistenza – in un’unica compagine statuale – di sottoinsiemi giuridici diversi, distinti per istituti e autorità preposte alla loro applicazione. La presente indagine mira, inoltre, a ricostruire l’organizzazione del sistema giudiziario del ducato longobardo, cercando di individuare gli organi preposti alla funzione giurisdizionale, la loro struttura interna, le sfere di competenza per materia e territorio e, infine, l’esistenza di un’eventuale gerarchia tra gli stessi.</p> </div> </div> </div> 2019-11-28T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6278 Vescovi e culture documentarie in Borgogna transgiurana (secoli X-XIII) 2019-12-23T07:09:29+00:00 Paolo Buffo paolobuffo84@gmail.com <p>I comportamenti degli scribi che operarono, in un rapporto dinamico di collaborazione e autonomia, per i vescovi della Borgogna transgiurana sono messi in relazione con le trasformazioni di culture documentarie, quadri istituzionali e forme della società dalla dissoluzione dell’ordine carolingio al ricompattamento entro i principati territoriali. La costruzione di atti vescovili speciali previde un <em>bricolage</em> di elementi formulari e grafici provenienti tanto dal documento pubblico regio quanto da modelli arcaici o alloctoni di documento “privato” ed è qui studiata con riferimento alle esigenze di spendibilità della documentazione degli episcopi in termini sia giuridici sia politici.</p> 2019-09-24T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6260 Uscire dal chiostro. Iniziative di riforma e percorsi di autonomia di un monastero femminile (Venezia, XII secolo) 2019-12-21T07:17:45+00:00 Anna Rapetti arapetti@unive.it <p class="CorpoA" style="text-align: justify; line-height: 120%;"><span style="font-size: 10.0pt; line-height: 120%; font-family: 'Times New Roman',serif;">Il monastero femminile di San Zaccaria di Venezia, fondato nel IX secolo, adotta intorno alla metà del XII secolo le consuetudini di Cluny. Questo contributo vuole dimostrare che la decisione, riconfermata più volte nel corso del tempo, contribuisce al rilancio del cenobio dopo un periodo di difficoltà, e anche se non comporta il formale collegamento del cenobio alla congregazione borgognona, lo proietta per la prima volta in una dimensione sovralocale. Tale proiezione è ben visibile circa cinquant’anni più tardi, quando le monache si presentano a Verona e trattano con il podestà e le autorità veronesi una questione patrimoniale che ha importantissime implicazioni di natura politico-territoriale per entrambe le città.</span></p> 2019-09-16T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6262 Les maîtres rationaux angevins au XIVe siècle: le cas de la Provence 2019-12-21T07:54:19+00:00 Thierry Pécout thierry.pecout@univ-st-etienne.fr <p>En Provence angevine, la création de la Chambre des comptes par l’ordonnance de Brignoles de 1297 sanctionne un processus de mise en place d’instances de contrôle des comptes et suscite l’émergence progressive de spécialistes du jugement des comptes, les maîtres rationaux. Leur fonction et leurs prérogatives s’élaborent face aux auditeurs et rationaux, elles se professionnalisent et prennent une dimension politique dans le courant du XIVe siècle. Le profil des maîtres rationaux les rapproche des juges plutôt que des hommes des comptes, leur recrutement procède principalement des oligarchies urbaines provençales mais aussi du Regno.</p> 2019-09-16T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6249 I mercanti "italiani" nella Spalato del secolo XV 2019-12-21T07:55:04+00:00 Ermanno Orlando orlando@unistrasi.it <p>Il saggio intende analizzare la presenza mercantile italiana a Spalato nel XV secolo. Con la loro frequentazione, numerosa e assidua, gli operatori italiani non solo avevano stimolato una economia già di per sé votata al commercio e complessivamente in buona salute, ma avevano pure consentito legami organici e funzionali con le maggiori economie e finanze del tempo – in particolare Venezia e Firenze –, oltre che con i mercati di approvvigionamento del Regno di Napoli. Inoltre, si era trattato di una presenza capace di intessere relazioni profonde con le strutture socio-economiche della comunità spalatina e contrassegnata da una spiccata propensione a mettere radici in città.</p> 2019-09-16T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6261 La construcción de un modelo de liderazgo militar monárquico en la Castilla bajomedieval y su proyección americana 2019-12-21T07:31:10+00:00 Víctor Muñoz Gómez vmunozgo@ull.edu.es <p>En este artículo se estudiarán las características del mando militar desempeñado por los reyes de Castilla durante la Baja Edad Media en relación con su ejercicio en las campañas contra los musulmanes entre el reinado de Alfonso XI y la conquista de Granada. Estas cualidades se hallaron fuertemente vinculadas a un discurso legitimador de la monarquía en torno a los principios de la “recuperación de España”, la Cruzada y la Caballería. Dicho discurso de servicio a Dios y la Iglesia, el rey y el reino fue asumido y adaptado por los Reyes Católicos y los monarcas de la casa de Austria al servicio de sus proyectos expansivos en Europa, el Mediterráneo y también las Indias. Se propone la hipótesis de que si ese modelo medieval de liderazgo militar monárquico, ligado al citado marco ideológico, pudo ser integrado por los capitanes de la conquista en América.</p> 2019-09-16T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6277 The Summa Feudorum of MS Parm. 1227: a Work by Iacobus Aurelianus (1250 ca.)? 2019-12-22T11:40:06+00:00 Attilio Stella attiliostella@gmail.com <p>Questo contributo offre un’edizione aggiornata e commentata di uno dei più discussi trattati di diritto feudale, trasmesso dal solo testimone Parma, Biblioteca Palatina, Parm. 1227, la cui attribuzione è a tutt’oggi largamente ipotetica. L’analisi testuale e strutturale del trattato, comparata col ms. Wien<em>, </em>Österreichische Nationalbibliothek, 2094 e con la <em>Lectura Feudorum </em>di Baldo degli Ubaldi, vuole dimostrare come l’opera possa essere ascritta a Iacobus Aurelianus, altrimenti noto come Jacques d’Orléans, un esperto di diritto probabilmente formatosi in una scuola italiana attorno alla metà del Duecento, i cui scritti noti – all’incirca una trentina di <em>additiones </em>in margine ad altre opere di diritto feudale – non sono stati finora considerati organicamente.</p> 2019-09-24T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement##