http://www.politics.unina.it/index.php/rm/issue/feed Reti Medievali Rivista 2020-07-01T07:45:49+00:00 Enrico Artifoni, Roberto Delle Donne, Paola Guglielmotti, Gian Maria Varanini redazionerivista@retimedievali.it Open Journal Systems <p class="journalHp"><img class="copertina" style="float: left; margin-right: 20px;" src="/public/site/images/admin/copertina_RM_Rivista2.jpg" alt="RM_Cover" width="200">Reti Medievali Rivista è una iniziativa scientifica dedicata allo studio della civiltà medievale nelle sue diverse forme. È volta anche a sperimentare l'uso delle nuove tecnologie informatiche nelle pratiche di ricerca e di comunicazione del sapere.<br> Tutti i testi pubblicati in RM Rivista sono vagliati, secondo le modalità del "doppio cieco" (<em>double blind peer review</em>), da non meno di due lettori individuati in un'ampia cerchia internazionale di specialisti.&nbsp;I loro nomi&nbsp;sono pubblicati alla pagina, costantemente aggiornata:&nbsp;<a href="../rm/about/editorialTeam#item_5">Referees</a>;&nbsp;le loro valutazioni sono archiviate nell'area riservata.<br>L'<em>Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca</em> (ANVUR) ha collocato RM Rivista tra le riviste scientifiche di <a href="http://www.rm.unina.it/index.php?action=viewnews&amp;news=top_1541092321" target="_blank" rel="noopener">qualità più elevata (Fascia A)</a> per 4 settori concorsuali dell'Area "11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche" e 20 settori dell'Area "10 - Scienze dell'antichita', filologico-letterarie e storico-artistiche". <br>RM Rivista è presente nei <a href="http://www.rm.unina.it/index.php?mod=none_biblioteche">cataloghi di centinaia di biblioteche nel mondo e nelle principali banche dati di periodici</a>, tra cui <em>Arts and Humanities Citation Index®</em> e <em>Current Contents®/Arts &amp; Humanities</em> di <a href="http://thomsonreuters.com/" target="_blank" rel="noopener">Thomson Reuters (già ISI)</a> e <a href="http://www.scopus.com/" target="_blank" rel="noopener"><em>SCOPUS</em></a> di Elsevier; è stata inoltre inclusa nell'indice <a href="https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info.action?id=473820" target="_blank" rel="noopener"> <em>ERIH PLUS</em></a> di European Science Foundation e ha ottenuto lo <em><a href="https://doaj.org/toc/1593-2214" target="_blank" rel="noopener">Sparc Europe Seal</a></em>, la certificazione di conformità a standard di qualità elevata, rilasciata alle riviste scientifiche ad accesso aperto.<br> Reti Medievali è membro di COPE, il <a href="http://www.publicationethics.org/" target="_blank" rel="noopener"><em>Committee on Publication Ethics</em></a>.</p> <table width="320" align="center"> <tbody> <tr> <td align="center" width="100"><a title="ERIH PLUS" href="https://dbh.nsd.uib.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info.action?id=473820" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/2017-01-031.png" alt="logo ERIH PLUS" width="96" height="34"></a></td> <td align="center" width="36"><a href="http://www.anvur.org/" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/ANVUR.png" alt="logo ANVUR"></a></td> <td align="center" width="38"><a href="https://doaj.org/toc/1593-2214" target="_blank" rel="noopener"><img src="https://doaj.org/static/doaj/images/seal_short.png" alt="DOAJ Seal"></a></td> <td align="center" width="100"><a href="http://www.publicationethics.org/" target="_blank" rel="noopener"><img src="/public/site/images/admin/cope.jpg" alt="COPE_logo" width="96" height="34"></a></td> </tr> </tbody> </table> http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6760 L’esercizio del potere e la definizione dei quadri cognitivi della politica. Il pensiero politico nel Medioevo in due nuovi volumi 2020-06-24T08:45:49+00:00 Paolo Evangelisti evangelisti_p@camera.it <p>La pubblicazione quasi simultanea di due compendi di storia del pensiero politico medievale, entrambi proposti da studiosi italiani, è all’origine di questa sezione di discussione proposta ai lettori di «Reti Medievali Rivista». Si è voluto affidare questo confronto a tre storici provenienti non solo da diverse scuole accademiche, ma da specifiche e differenti sensibilità culturali. Si è scelto di coinvolgere tre studiosi non italiani anche in ragione del fatto che il panorama storiografico ed editoriale non registra ormai da molti anni una analoga proposta di sintesi storica né un analogo sforzo didattico. Lo si può constatare osservando sia la produzione editoriale europea sia quella oltreatlantica. Scordia, Nederman e Juncosa hanno messo in luce diversi elementi innovativi dei due profili al centro della discussione rilevandone specificità (ad es. il nuovo approccio al ruolo dell’aristotelismo politico), differenze (il contributo della sapienza giuridica, il ruolo di Brunetto Latini, il periodo cronologico indagato) e inevitabili carenze, dovute anche al taglio editoriale delle opere. Da questo punto di vista è stata sottolineata la sottovalutazione dell’apporto proveniente da alcuni territori europei e di alcune tematiche come, ad esempio, il ruolo delle assemblee rappresentative. Tutti e tre hanno invece convenuto nell’evidenziare un’originalità che si potrà definire come un vero avanzamento conquistato dai due volumi sul piano euristico e su quello didattico: la capacità di mettere in dialogo i testi, la loro genesi, il loro specifico apporto teoretico, con i rispettivi contesti storici. Il dossier si chiude con un quarto contributo che contiene una serie di osservazioni sui due importanti compendi e una proposta volta ad includere alcune specifiche tipologie di fonti nel novero di quelle utilizzate per tracciare la storia dei poteri pensati nel medioevo e, dunque, per fare la storia del pensiero politico medievale. La proposta si concentra sulla testualità che discute della proprietà e dello statuto della moneta e sui testi giuridici che definiscono la natura personale delle imposte patrimoniali.</p> 2020-04-24T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6758 Lectures croisées de deux ouvrages récents 2020-06-24T08:29:07+00:00 Lydwine Scordia lydwine.scordia@univ-rouen.fr <p>Deux synthèses sur la pensée politique médiévale viennent de paraître chez deux éditeurs italiens (2018-2019). Les auteurs ont croisé des approches philosophiques, historiques et juridiques pour dévoiler la richesse et la diversité de la pensée politique du Ve ou XIIe au XIVe siècle. Les thématiques retenues concernent : 1) l’origine du pouvoir et sa légitimité ; 2) la question des limites du pouvoir politique ; 3) réflexions sur la forme idéale du gouvernement et sur les résistances qui peuvent lui être opposées ; et 4) conceptions afférentes à la place et au rôle de la loi et du droit, aux rapports entre l’Eglise et le <em>regimen</em>, et au statut des personnes et des biens au miroir du pouvoir politique. Les œuvres sollicitées par les auteurs montrent que les écrits sont beaucoup plus qu’on ne le pense inscrits dans un contexte, elles reflètent par conséquent l’évolution et la diversité de la pensée politique médiévale.</p> 2020-04-24T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6757 The Power of Ideas: Some Remarks about Two Recent Books on the History of Medieval Political Thought 2020-06-24T08:30:42+00:00 Cary J. Nederman cary-j-nederman@tamu.edu <p>This essay discusses the historiography of Western medieval political thought, as reflected in <em>Il pensiero politico medievale</em> by Gianluca Briguglia and <em>Il potere al plurale: Un profilo di storia del pensiero politico medievale</em> by Roberto Lambertini and Mario Conetti. These two volumes propose vastly different approaches to the topic both in terms of chronology and focus, the first focusing mainly on texts, the other primarily on practices and institutions. Read in conjunction with one another, these books testify to the complexities involved in conceptualizing the emergence and development of political ideas in Europe between the fall of the Roman Empire in the West and the era of the Renaissance and the Reformation.</p> 2020-04-24T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6756 El pensamiento político y la pluralidad del poder en la Edad Media 2020-06-24T08:32:53+00:00 Eduard Juncosa Bonet eduardjuncosa@ghis.ucm.es <p>Si bien es cierto que la historia del pensamiento político del Occidente medieval ha centrado la atención de un nutrido elenco de estudiosos, siguen siendo muchos los aspectos que quedan todavía por explorar y en los que es conveniente seguir profundizando a partir de nuevas reflexiones y perspectivas. Toda nueva aportación en este sentido debe ser celebrada y con más razón si llega de la mano de prestigiosos estudiosos con una sólida formación especializada en la materia, como son Roberto Lambertini, Mario Conetti y Gianluca Briguglia, cuyas obras más recientes nos disponemos a reseñar críticamente a lo largo de las próximas páginas.</p> 2020-04-24T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6754 Dominium, sovranità e poteri. Note in margine a due testi di storia del pensiero politico medievale 2020-06-24T08:35:03+00:00 Paolo Evangelisti evangelisti_p@camera.it <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>La discussione comparata dei due compendi valorizza in particolare l’impianto didattico e la contestualizzazione storica delle fonti che offre nuove prospettive conoscitive per la storia del pensiero politico medievale. Si segnalano le novità specifiche dei due testi. Tra di esse l’importanza del sapere giuridico nel volume di Lambertini - Conetti, la centralità di Brunetto Latini e di Tolomeo da Lucca in Briguglia, la ridiscussione del peso dell’aristotelismo politico in entrambi i volumi. Si propone inoltre una rilettura della concezione del <em>dominium</em> proposta nel <em>De regia potestate</em> di Quidort confrontandola con la testualità che discute della proprietà e dello statuto della moneta nel XIV secolo. Una secondo confronto viene proposto tra la posizione di Quidort e le discussioni sulla natura personale delle imposte patrimoniali elaborate dai giuristi Bérmond de Montferrier e Pierre Jame tra fine XIII e pieno XIV secolo.</p> </div> </div> </div> 2020-04-24T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6790 Revisiting the Role of the Armenians in the Battle of Mantzikert 2020-06-24T08:37:11+00:00 Antonios Vratimos vratimos@sakarva.edu.tr <p>It is well known that after Romanos Diogenes’ sound defeat at Mantzikert in 1071 A.D., the Armenians founded their own principalities in Byzantine territory. Yet, their role in the battle has not been examined systematically until now. According to Michael the Great, the patriarch of the Syrian Orthodox Church, the Armenians were the first to desert from the army. Whereas this was accepted as truth in the past, more recently historians have questioned the historicity of his statement. This study proposes to solve the problem, and concludes that the <em>Historia</em> of Attaleiates contains evidence that corroborates the desertion of the Armenian soldiers.</p> 2020-04-28T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6672 ¿Hildegarde de Bingen contra Federico Barbarroja?: sobre la génesis de la profecía pseudoepígrafa "Vidi ab aquilone" 2020-06-24T08:39:07+00:00 José Carlos Santos Paz j.c.santos@udc.es <p>Se edita y estudia una profecía pseudoepígrafa atribuida a Hildegarde de Bingen, que comienza con las palabras «Vidi ab aquilone». La obra se inscribe en la recepción de una visión de cinco animales que la visionaria describe en el <em>Scivias</em> (III, 11): de hecho, se basa en la textualidad de la visión original, que el autor anónimo de la profecía reescribe. Ciertos indicios que proceden de la tradición manuscrita permiten situar su origen en la zona austrobávara del Sacro Imperio Romano Germánico, donde pudo haber sido compuesta en el último cuarto del siglo XII (quizás mientras aun vivía Hildegarde) en contra de Federico I Barbarroja. Como es habitual en los vaticinios bajomedievales, se conservan varias versiones, que se editan por separado.</p> 2020-04-24T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6279 L’elaborazione dell’immagine di Costanza d’Altavilla nel Due e Trecento. Incroci di tradizioni tra cronache meridionali e centro-settentrionali, tra Dante e Boccaccio 2020-06-24T08:41:07+00:00 Fulvio Delle Donne fulvio.delledonne@unibas.it <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Costanza d’Altavilla ha goduto di grande fortuna nell’immaginario letterario. Dante la rese una delle protagoniste del canto III del Paradiso, veicolando alcune fantasiose dicerie: in particolare, diffuse la notizia che fu suora. Rimase a lungo nubile e generò il suo unico figlio, il futuro imperatore Federico II, quando era già quarantenne, anche se alcune fonti le accrebbero gli anni fino a 55 e oltre. È possibile che proprio da queste radici sia scaturita la voce della monacazione di Costanza, resa immortale dai versi danteschi, dai suoi commentatori più antichi e da Boccaccio. In questo articolo si indagano le vie di diffusione di tali racconti, compreso quello, assolutamente fantastico, che Costanza partorì sulla pubblica piazza: tali racconti si svilupparono soprattutto in Italia centro-settentrionale, nell’epoca dello scontro che oppose il papato e i Comuni a Federico II e a suo figlio Manfredi, e si differenziano notevolmente rispetto a quelli diffusi in Italia meridionale.</p> </div> </div> </div> 2020-04-08T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6653 Instrumenta capitularia. Notariato e nascita delle serie documentarie negli archivi dei capitoli cattedrali dell’Italia settentrionale fra XIII e XIV secolo 2020-06-24T08:42:47+00:00 Stefano Malfatti s.malfatti@unitn.it <p class="ox-83c27ff870-msonormal"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;">Il contributo intende presentare il rapporto fra notariato e istituzioni ecclesiastiche, con particolare attenzione ai capitoli delle cattedrali dell’Italia settentrionale fra XIII e XIV secolo. Prendendo in considerazione i capitoli di Genova, Verona, Vicenza, Bergamo, Belluno e Asti si ricostruisce lo sviluppo dei sistemi di produzione e conservazione della documentazione nella fase di transizione dalla pergamena sciolta al registro. Quale elemento comparativo si presenta inoltre il caso del capitolo della cattedrale di Trento, con particolare attenzione alla nascita, ad inizio Trecento, della serie degli <em>Instrumenta capitularia</em>. In ultimo si chiarisce quale fu il ruolo dei chierici-notai nello sviluppo di apparati burocratici e cancellerie capitolari.</span></p> 2020-04-08T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6730 Politiche della natura alla fine del medioevo. Quadri generali e casi lombardi 2020-06-24T09:16:03+00:00 Federico Del Tredici federico.del.tredici@uniroma2.it Massimo Delle Misericordia massimo.dellamisericordia@unimib.it <p>La sezione monografica intende esplorare quella che appare come una rilevante novità nei discorsi politici praticati nell’Italia bassomedievale, vale a dire la propensione – diffusa a vari livelli della società – a naturalizzare specifici rapporti politici e identità sociali. I diversi interventi focalizzano i vari contesti in cui questi motivi si precisano: la discussione dello statuto artificiale della natura nella dottrina giuridica (S. Menzinger); l’identità nobiliare (F. Del Tredici); l’appartenenza di partito (M. Gentile); le rappresentazioni del potere principesco (F. Cengarle); la condizione di suddito (M. Della Misericordia, L. Arcangeli).</p> 2020-03-29T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6315 Politiche della natura alla fine del medioevo. Prospettive di ricerca 2020-07-01T07:45:49+00:00 Federico Del Tredici federico.del.tredici@uniroma2.it Massimo Della Misericordia massimo.dellamisericordia@unimib.it <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Il testo intende discutere le prospettive di ricerca da cui si può considerare una rilevante novità nei discorsi politici praticati nell’Italia bassomedievale, vale a dire la propensione – diffusa a vari livelli della società – a naturalizzare specifici rapporti politici e identità sociali. Se infatti nei regimi popolari duecenteschi sembra prevalente una nozione convenzionalistica del poli- tico (potremmo dire altrimenti discorsiva o procedurale), e una forte ostilità nei confronti di posizioni innate di dominio e privilegio, nell’Italia del Tre e Quattrocento paiono avanzare in modo significativo delle retoriche che invocano in maniera inedita la “natura” come fondamen- to dell’appartenenza a determinate comunità politiche o corpi sociali. L’affermazione di queste nuove retoriche sancisce processi di esclusione, e si accompagna a nuove stabilizzazioni del po- tere, a dimostrazione dell’interesse che potevano avere per esse i detentori del potere politico; ma non pare linguaggio estraneo ai governati, a volte disposti tanto quanto i governanti a natu- ralizzare il panorama politico-sociale circostante, e la propria stessa condizione.</p> </div> </div> </div> 2020-03-29T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6727 Finzioni dei canoni. Natura, realtà e finzione nella canonistica del XII secolo 2020-06-24T08:52:26+00:00 Sara Menzinger sara.menzinger@uniroma3.it <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Il saggio si propone di testimoniare l’esistenza di una categoria di finzioni nel diritto medievale sinora poco indagata dalla storiografia giuridica: le finzioni dei canoni. Partendo dall’analisi di una articolata glossa al <em>Decretum Gratiani</em>, risalente al 1170 ca., l’articolo cerca di approfondire i seguenti temi: l’influenza del dibattito sulla finzione portato avanti dalla teologia francese del secolo XII, sul diritto canonico; la finzione canonica come strumento per evidenziare i casi di non coincidenza tra intenzione soggettiva e risultato oggettivo; l’interazione della finzione soggettiva con un’idea medievale di natura soggettiva, opposta ai caratteri oggettivi della natura e della finzione nel diritto romano; il contributo della finzione dei canoni all’idea di <em>plenitudo potestatis</em> duecentesca, sullo sfondo delle tesi di Ernst Kantorowicz.</p> </div> </div> </div> 2020-03-29T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6728 Natura, politica e nobiltà nelle città italiane del tardo medioevo. Il 'Tractatus de dignitatibus' di Bartolo da Sassoferrato e le sue eccezioni 2020-06-24T08:56:24+00:00 Federico Del Tredici federico.del.tredici@uniroma2.it <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Se nell’Italia del tardo medioevo era possibile essere sudditi “per natura”, per natura cittadini, per natura principi, per natura membri di un partito, era possibile essere anche “naturalmente” nobili? Il contributo prova a rispondere a questa domanda prendendo le mosse dal cosiddetto trattato sulla nobiltà di Bartolo di Sassoferrato (T<em>ractatus de dignitatibus</em>) per secoli dotato di larghissima popolarità in tutta Europa. Dopo aver reso conto della situazione degli studi, il saggio illustra i contenuti dell’opera, riassumibili in una netta affermazione della dipendenza della nobiltà dalla <em>voluntas</em> del Principe (paragrafo 2), e nell’idea che non possa esistere alcuna nobiltà naturale se non come volontaria creazione di chi detiene il potere politico (paragrafo 3). Sono quindi (paragrafo 4) illustrate le radici del pensiero bartoliano in tema di nobiltà (vale a dire, oltre al <em>Codex</em>, l’Italia duecentesca e popolare, con le sue leggi antimagnatizie); nonché l’applicazione concreta di quei principi nel tardo medioevo, mostrando in particolare come i ragionamenti del <em>De dignitatibus</em> siano consonanti all’evoluzione dell’identità nobiliare in molte parti della penisola, in primis a Firenze, a Bologna, a Venezia. Il paragrafo 5 è invece dedicato alle eccezioni rispetto a questo modello, che non sono solo precedenti a Bartolo (Aristotele, Dante) quanto soprattutto a lui contemporanee, come affermato nello stesso trattato. Il saggio si sofferma sul caso di Milano e su altri contesti (i centri piemontesi in particolare, da Asti a Torino) dove la nobiltà ancora nel Tre-Quattrocento è proposta come fatto di natura, più che come prodotto della politica.</p> </div> </div> </div> 2020-03-29T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6729 Natura, volontà e fazione nella Lombardia tardomedievale 2020-06-24T09:04:57+00:00 Marco Gentile marco.gentile@unipr.it <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Tra gli effetti collaterali meno noti della ricezione dei testi politici aristotelici nell’Italia del tardo Medioevo c’è lo sviluppo – a partire dal Trecento – dell’idea di appartenenza naturale a una fazione politica, connesso all’emergere nella dottrina giuridico-politica di posizioni non del tutto contrarie alla liceità della divisione in partiti a fini di governo. I riferimenti alla naturalità dell’appartenenza fazionaria, mai del tutto svincolata dalla volontà individuale, si riscontrano numerosi nella Lombardia viscontea e sforzesca. Attraverso una serie di esempi desunti da cronache, trattati teorici e testi della politica pragmatica, il saggio traccia una parabola di questa concezione, destinata a esaurirsi con il Cinquecento e l’inclusione dello stato regionale in strutture più ampie.</p> </div> </div> </div> 2020-03-29T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6726 A proposito di dominio naturale: echi europei nel discorso per l’incoronazione ducale di Gian Galeazzo Visconti (1395) 2020-06-24T09:06:50+00:00 Federica Cengarle federica.cengarle@sns.it <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Il contributo si sofferma sulla qualità e gli effetti del dominio naturale, tratteggiati da Pietro Filargo nel suo discorso per l’incoronazione di Gian Galeazzo Visconti (1395). Naturale è il dominio del principe appartenente allo stesso popolo su cui governa, che esercita un’autorità modellata su quella del padre sui figli e ama i sudditi che nutre. Tale principe provvede quindi ad abbellire la città, a tutelare gli <em>iura civilia</em> e via dicendo. Al di là di una rilettura della <em>Politica</em> aristotelica pesantemente orientata dal contesto lombardo, affiorano da questo testo elementi della circolazione di nuovi modelli politici nell’Europa di fine Trecento.</p> </div> </div> </div> 2020-03-29T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6724 La natura delle nazioni. Lombardi e tedeschi nelle relazioni politiche di uno stato regionale 2020-06-24T09:08:55+00:00 Massimo Della Misericordia massimo.dellamisericordia@unimib.it <p>La tesi dell’articolo è che nella Lombardia sforzesca, nel corso del Quattrocento, sia cresciuta l’attenzione per la classificazione etnica dei luoghi e delle persone: denominazioni nazionali, impiegate non di rado in modo neutro ma presto con un’esasperazione dei tratti negativi, associati a uno stato di <em>barbarie</em>, ricorrono nel carteggio di stato. Questo lessico proietta così la relazione politica su uno sfondo dal carattere non solo consuetudinario, ma naturale, perché per <em>natura</em> la persona apparteneva a quella che si denominava una <em>natione</em> e perché sempre dalla <em>natura</em> si facevano derivare le caratteristiche salienti di quest’ultima. L’ipotesi è che tale mutamento sia connesso a processi culturali generali, ma soprattutto a decisive trasformazioni politiche intervenute nel XV secolo: il rafforzamento di un orizzonte diplomatico di scala italiana, con la costituzione della Lega italica, il deterioramento dei rapporti fra lo stato di Milano e i vici- ni svizzeri e grigioni, e, di particolare rilievo, le nuove strategie di legittimazione dell’autorità centrale mediante la riconfigurazione ideologica del rapporto di obbedienza, stabilizzando un potere sui sudditi tanto poco negoziabile quanto si vuole lo sia la natura.</p> 2020-03-29T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6725 Nomi di popoli, natura dei popoli. Note a margine di alcune cronache lombarde (1494-1530 circa) 2020-06-24T09:11:10+00:00 Letizia Arcangeli letizia.arcangeli@unimi.it <div class="page" title="Page 2"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Il trentennio delle prime guerre d’Italia (1494-1530 circa) portò nella penisola e con particolare intensità in Lombardia sovrani e popoli (o meglio eserciti) di diverse etnie, stimolando tra intellettuali, diplomatici, uomini di stato, storici e letterati riflessioni comparative sulle loro forme di governo, regimi fiscali, istituzioni, usanze e “natura”. Col presente contributo si è tentato di vedere se e come questi temi circolavano a un livello culturale e sociale meno elevato e meno specializzato, esaminando in questa prospettiva sei tra cronache e storie lombarde in volgare, opera di autori (in ordine di anzianità Giovan Pietro Cagnola, Bernardino Corio, Ambrogio da Paullo, Antonio Grumello, Giovanni Andrea Prato, Gian Marco Burigozzo) non omogenei tra loro per cultura e per status, ma comunque non intellettuali “professionisti”, constatando per- lomeno da parte delle due figure più colte e legate alla corte, Cagnola e Corio, una compiuta tendenza alla naturalizzazione del politico.</p> </div> </div> </div> 2020-03-29T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## http://www.politics.unina.it/index.php/rm/article/view/6982 Intervista a Xavier Barral i Altet 2020-06-24T09:50:00+00:00 Xavier Barral i Altet xbarral@iec.cat Fabio Coden fabio.coden@univr.it <p>L’intervista con Xavier Barral i Altet ha avuto luogo in tre differenti occasioni: tra il 26 e il 27 novembre 2018, a Verona; il 27 dicembre 2018 e il&nbsp;29 agosto 2019, in Catalogna. La lunga conversazione si articola in cinque&nbsp;sezioni principali, a loro volta organizzate per argomenti omogenei. La prima parte riguarda le principali vicende biografiche dello studioso, dai primi&nbsp;anni di vita in Catalogna, fino alla giovinezza a Londra e poi a Parigi, con&nbsp;riferimenti puntuali alla carriera scolastica e universitaria. La seconda si concentra sull’attività scientifica, sull’impostazione metodologica maturata&nbsp;tra il momento di formazione universitaria e la successiva docenza a Parigi,&nbsp;Rennes e nelle molte istituzioni internazionali che lo hanno visto ospite; vi&nbsp;sono riportate anche le esperienze nel mondo dei musei e l’impegno politico. La terza parte prende in considerazione alcune personalità con cui lo studioso è venuto in contatto e che hanno contribuito alla formazione del suo&nbsp;pensiero critico. La quarta contiene delle riflessioni sui temi di ricerca e sulle metodologie interne alla disciplina, mentre l’ultima volge lo sguardo alle&nbsp;prospettive future della storia dell’arte medievale e al ruolo che dovrebbe&nbsp;ricoprire nel mondo contemporaneo.</p> 2020-06-24T08:25:17+00:00 ##submission.copyrightStatement##